ORA BASTA!

Mercoledì 27 novembre, in pieno giorno e in pieno centro, è avvenuta l’ennesima aggressione fascista. A meno di 2 settimane dal pestaggio in Piazza delle Mercanzie.

Questa volta però il fascista in questione sapeva chi aveva davanti, a quale area politica apparteneva, che volto aveva il suo “bersaglio”.

E infatti Andrea si è sentito chiamare per nome, pochi secondi prima che il nazi iniziasse a minacciarlo estraendo un coltello e rincorrendolo lungo Via Indipendenza.

Questo particolare costituisce un’ulteriore aggravante di quanto avvenuto, che aggrava ulteriormente lo scenario di aggressioni della destra nazista che si muove sul nostro territorio. Che non “solo” colpisce indisturbata e sicura i soggetti considerati non conformi, che danno vita ai centri sociali e alle sedi politiche di sinistra della nostra città, ma che lo fa conoscendone anche attività e facce.

Tutto ciò avviene in un momento non casuale, ma dopo che il nostro stesso spazio sociale e il sito Global Project sono stati accusati sul Corriere della sera Bologna da Alex Vigliani, portavoce di Casapound Bologna, di aver “violato la privacy” pubblicando informazioni su chi ogni giorno odia discrimina e aggredisce nella nostra città, all’interno di un dossier che invece vuole essere non una lista nera ma un’inchiesta dal basso per conoscere, mappare, denunciare nomi, azioni, sedi e strutture attraverso cui questi soggetti si muovono, si espandono, aggrediscono e acquisiscono una legittimità e una sicurezza che non devono avere.

Perché devono capire che non hanno cittadinanza né diritto di esistenza.
Perché non vogliamo trovarci ogni settimana a scrivere comunicati per ribadirlo.
Chiudiamo Casapound e tutti i luoghi di ritrovo dei fascisti.

Le compagne e i compagni del cs Tpo