BOLOGNA - TRENITALIA: ALTA MOBILITà PRECARIA

Durante le vacanze di Natale ci siamo accort@ tutt@ della progressiva scomparsa dei treni notte, interregionali, regionali e intercity. Ci siamo tutt@ fronteggiat@ con l'impossibilità di poter acquistare un biglietto a un prezzo accessibile: condizione vissuta da ormai troppo tempo da chi prende il treno tutti i giorni. La scomparsa di questi treni non ha conseguenze solo sulle tasche di noi passegger@ ma sopratutto su quelle delle/degli 800 lavoratrici e lavoratori della Servirail licenziat@ a causa della soppressione del servizio notturno.

Trenitalia ha finalmente svelato il suo volto reale: quello di una società privata che per anni ha finto di essere pubblica. E' evidente, infatti, che tra gli interessi di Trenitalia non ci sono ambiente e beni comuni. In poch@ privilegiat@ possono permettersi un biglietto di 90 euro Milano - Roma. E in questi tempi di crisi a noi precar@, disoccupat@, student@, pendolar@ di vario tipo e genere risulta difficile capire scelte come quella di investire nella costruzione di nuovi treni ad alta velocità per classi speciali,definite executive/business. L’azienda Trenitalia sceglie addirittura delle immagini nelle sue pubblicità per descrivere la tipologia di clienti divisa per classi: Manager nella prima e famiglie di immigrati nella quarta! E così le/gli orfan@ dei treni notte e degli intercity (che non sono solo immigrat@ come ci descrivono) sono costrett@ a viaggiare in freccia rossa e per di più in una condizione umiliante di separazione in classi, dove chi viaggia in quarta non può incontrare in nessun modo quell@ delle altre tre.

Nella logica di mercato di Trenitalia è più conveniente un treno di lusso per poch@ che il diritto alla mobilità per tutt@.

La privatizzazione delle ferrovie ha consentito a Trenitalia anche di compiere scelte che vanno contro l'interesse della maggioranza di chi viaggia, basta che siano in nome del profitto. A questo punto dovrebbero essere Stato e Regione a sopperire alla mancanza dei treni accessibili a tutt@. Ma in questi periodi di tagli e restrizioni economiche sappiamo bene quanto gli Enti locali e lo Stato siano disponibili ad aumentare la spesa sociale. Anche qui in Emilia Romagna, nello specifico a Bologna, quando si parla di investimenti nei trasporti non si pensa mai al bene comune delle/dei cittadine e cittadini: (come prima il Civis), è emblematico il 'caso Peoplemover', la monorotaia sopraelevata che dovrebbe collegare la stazione di Bologna all'aeroporto, il cui biglietto costerebbe quasi 8 euro. Il Peoplemover ci pare un servizio pensato per poch@ e che sopratutto ignora le esigenze reali della città e della sua periferia. Anche in questo caso il servizio ferroviario metropolitano con i suoi prezzi più contenuti è sacrificato in nome dell'alta velocità.

Viaggiare è un diritto di tutt@: che sia per lavoro, per studio o per piacere. A Moretti, dirigente Trenitalia, diciamo chiaramente che non staremo a guardare mentre lui e i soliti noti si arricchiscono licenziando centinaia di lavorator@ e sopprimendo altrettanti treni.

Rivendichiamo il diritto alla mobilità come forma di nuovo welfare. Per uscire dalla crisi la libertà di movimento va difesa come diritto e rivendicata come bene comune.

Cs TPO