BOLOGNA SCONFIGGE IL RAZZISMO! - 1° MARZO 2010

In 7mila contro lo sfruttamento e le leggi razziste.

La scommessa è riuscita: questo primo marzo la città ha respinto il razzismo.
Precari e disoccupati, lavoratori a progetto e lavoratori subordinati senza contratto, insegnanti, operatori sociali, studenti. Migranti e non. In più di 7mila ci siamo trovati in Piazza del Nettuno per denunciare che in Italia c'è una emergenza, quella del razzismo.

Un razzismo istituzioniale, che ha il volto dei respingimenti in mare, del Pacchetto Sicurezza e della legge Bossi Fini, ma anche di mille regolamenti ed ordinanze che discriminano chi non ha il passaporto italiano mentre rendono sempre più inaccessibile la cittadinanza.

Un razzismo che con riforme e decreti proietta confini e frontiere sulle nostre esistenze, negandoci diritti e sottraendoci libertà, diffondendo paure e pregiudizi per dividerci, per chiuderci in identità che non ci appartengono, per ridurci al silenzio.

Con l'assedio al Provveditorato, con le rime dell'hip hop, con i laboratori delle scuole di italiano per migranti, con le mille forme dello sciopero e con il corteo improvvisato nel cuore della città, in più di 7mila abbiamo dimostrato che nei migranti non vediamo delinquenti da denunciare ma concittadini con cui costruire una società delle differenze e delle possibilità, partendo dalla conquista di nuovi diritti per tutti!

Di fronte alla paura e all'intolleranza indotta dall'alto rispondiamo con una pratica quotidiana di conquista di nuovi diritti e di nuovi spazi di vita, sperimentando ogni giorno percorsi di incontro e di convivenza.

Oggi abbiamo saputo dire che nonostante la precarietà, l'incertezza del futuro e la crisi non abbiamo paura e che il nemico non lo individuiamo in chi è diverso da noi, ma in chi ci sottrae diritti e libertà con riforme e decreti.

C.S. Tpo e Ass. Ya Basta!

Bologna, 1° Marzo 2010