PACCHETTO SICUREZZA E SEGNALAZIONE DELLE/DEI MIGRANTI NELLE STRUTTURE SANITARIE
Un nuovo attacco all'autodeterminazione e ai diritti di tutte le donne.
Con l'abolizione del comma 5 dell'art. 35 del Testo Unico sull'Immigrazione
proposta nel Disegno di Legge 733 si esclude dal diritto fondamentale alla
salute una parte importante della popolazione migrante che abita e lavora
nei nostri territori.
D'accordo con la comunità medica che si sta esprimendo contro l'emendamento
proposto dalla Lega Nord votato al Senato lo scorso 5 febbraio, siamo
profondamente indignate di fronte ad un provvedimento disumano e crudele,
che punisce centinaia di migliaia di persone per la condizione di
irregolarità di cui non sono responsabili.
In questo momento di nuova ed insistente criminalizzazione delle/dei
migranti irregolari ci sembra necessario ribadire ancora una volta che la
clandestinità è frutto di una normativa che non prevede forme di
regolarizzazione, ma che al contrario costringe donne, uomini e bambini ad
una invisibilità forzata: anni di privazioni, sacrifici, soprusi e
sfruttamento lontano dagli affetti prima di tentare, attraverso la lotteria
del decreto flussi, di ottenere il solo riconoscimento di esistenza come
persone.
La discussione sulla cancellazione del divieto di segnalazione da parte dei
medici sta già producendo le conseguenze temute: gli accessi delle/dei
migranti alle strutture medico-opsedaliere sono già in forte calo.
In questo generale quadro di veloce erosione dei diritti accompagnata da
rischi concreti per la salute delle-i singole-i e della salute della
collettività, gli effetti del Ddl 733 sulle donne ci allarmano
ulteriormente.
Il diritto alla salute in tutte le sue articolazioni e per tutte le donne,
italiane e migranti, con o senza permesso di soggiorno all'interno delle
strutture pubbliche, e in particolare il diritto all'IVG, regolata dalla
Legge 194/1978 – che costituisce un diritto imprescindibile di
autodeterminazione di tutte, ma che è reso sempre più inaccessibile a causa
della massiccia presenza di personale obiettore di coscienza – è da questo
provvedimento gravemente minacciato.
Nel 2007, secondo i dati dell'Assessorato Politiche per la Salute della
Regione Emilia Romagna circa il 37% delle IVG è stato effettuato da donne
migranti.
Ma sono molte – troppe – anche le donne che si rivolgono a ginecologi non
professionisti per effettuare l'IVG (che in molti di questi casi terminano
in tragedie).
È evidente come il provvedimento contenuto nel Pacchetto Sicurezza andrà
ad aumentare il mercato parallelo degli aborti clandestini, effettuati a
costi altissimi e con enormi rischi per la salute delle donne. Non solo, il
provvedimento votato al Senato avrà anche l'effetto di allontanare le donne
migranti senza permesso di soggiorno dalle strutture pubbliche (ospedali,
consultori, ambulatori) costringendole a rinunciare a consulenze e
informazioni preziose per la propria salute (psico-fisica e sessuale) e alla
contraccezione: nessuna donna accetterà di correre il rischio di essere
segnalata e di compromettere per sempre il proprio progetto migratorio (che
per molte inizia con l'irregolarità).
Come donne impegnate nell'affermazione e nella difesa del diritto
all'autodeterminazione, come operatrici di Sportelli per migranti e come
insegnanti, convinte che tale decreto rappresenti l'ultimo ulteriore
criminoso tentativo di svuotamento delle nostre istanze di
autodeterminazione e di appropriazione indebita dei nostri corpi di donna,
ancora una volta ridotti a meri campi di feroci crociate razziste, siamo
convinte dell'importanza e dell'urgenza di potenziare la comunicazione verso
le migranti, informandole sull'accessibilità alle strutture pubbliche nelle
quali – senza rischi per sé e per il loro futuro – avranno la possibilità di
accedere a tutte le informazioni e ai servizi necessari per la tutela della
propria salute, sessualità, (interruzione di) gravidanza.
Costruiamo reti di informazione e solidarietà per salvaguardare i diritti
delle donne e resistere alle norme del Pacchetto Sicurezza che mirano a
trasformare tutte/i le/i cittadine/i in delatori e complici del razzismo
istituzionale!
Per queste ragioni aderiamo ed invitiamo a partecipare al Presidio Noi non
segnaliamo! indetto dalle associazioni mediche per
Venerdì' 13 Febbraio 2008, ore 11-18
Piazza Re Enzo BOLOGNA
Guai a chi ci tocca! - TPO
Sportello Migranti e Scuola di Italiano per migranti dell'associazione Ya
Basta!
Lo Sportello Migranti dell'Ass. Ya Basta, in collaborazione con Guai a chi
ci tocca, è aperto tutti i giovedì, ore 17-20 in Via Casarini 17/4 Bologna
contattaci:
guaiachicitocca@gmail.com – yabasta.bologna@gmail.com